Mi presento

Maledetta La Moda è un'espressione usata da mia madre quando ti vesti in modo stupidamente inadeguato (es. con i sandali a febbraio o con la pelliccia ad agosto) per amore del fashion. Ho traslato questa espressione su un altro piano per descrivere la situazione in cui mi trovo: stagista a Milano intrattengo una relazione di odio e amore con il mondo della moda mentre cerco di realizzare il mio sogno e diventare bellariccaestronza.

venerdì 11 settembre 2009

In principio era Amanda Woodward

In principio c'era il sogno di una adolescente cresciuta a pane e telefilm e che aveva scelto come modello di vita Amanda Woodward, la perfida bionda superchic di Melrose Place: ve la ricordate? A soli 30 anni aveva già concluso la sua scalata al successo e dirigeva una non meglio identificata azienda che a seconda delle esigenze si trasformava da casa di moda ad agenzia pubblictaria, passando per l'organizzzaione di eventi e arrivando alla cosmetica.

Insomma, cosa può desiderare di più dalla vita una donna bellissima, magrissima, ricchissima, stronzissima e di successo? Adesso direi niente (al massimo una cabina armadio con vestiti divisi per colore), all'epoca quel romanticismo televisivo che aleggiava nell'aria mi aveva portato a pensare: "l'amore, le manca l'amore!".

Amanda, perfida calcolatrice e arrivista, manipolava le persone come burattini, tramava alle spalle di tutti e otteneva sempre quello che voleva con mezzi tutt'altro che leciti, ma immancabilmente la morale americana da serial tv le riservava la triste sorte di quella scaricata dal fidanzato bacchettone di turno che in un momento di epifania riapriva gli occhi e tornava dalla sua dolce, brava e squattrinata ex.

Ma la ruota alla fine ha girato anche per AmandaLaDonnaInCarrieraSingle e dopo mille peripezie (compresa la finta morte) è riuscita a sposarsi e a vivere felice e contenta con il suo grande amore: il sexy multimilionario (sodi ai soldi) Dr. Peter Burns!

E vissero feici e contenti in una villa di Malibù: fine della storia!

A questo punto avevo già deciso: DA GRANDE VOGLIO ESSERE BELLA RICCA E STRONZA COME AMANDA DI MERLOSE PLACE!

Il mio processo di Amandizzazione è inziato molto presto e dal parrucchiere: devo essere bionda!

Raggiunto questo primo obiettivo, sono passata al secondo: "devo essere una super top manager di nonsobene cosa, nel nonsoquale settore" (... ho sempre avuto le idee chiare!!!). Di lì una serie di scelte di vita vincenti: STUDIERO' COMUNICAZIONE (un settore poco inflazionato: che ragazza lungimirante...)

Ho così portato la mia fluente chioma biondofinto a Perugia per 4 anni di paura e delirio conclusi con una laurea presso una non meglio identificata facoltà di Comunicazione Internazionale (scelta dopo una lunga riflessione durata circa 2 min e basata sul criterio "facoltà che non c'è nella mia città")

Non sufficientemente paga delle mie precedenti scelte ho deciso di perseverare nel mio errore e ho trasferito la mia chioma, sempre fluente ma aimè (o per fortuna) non più bionda, a Milano a studiare alla rinomatissima Università delle Veline dove ho conseguito con successo l'ambitissima laurea in SCIENZE DELLA DISOCCUPAZIONE!

A quel punto ero pronta a buttarmi nel mondo del lavoro e a realizzare il mio sogno adolescenziale!

Quello che non avevo calcolato, però, è una grande ovvietà: il tempo passa e le cose cambiano!

I ruggenti anni '80 sono passati, se ne sono andati anche i minimal anni '90 e di Amande nel nuovo millennio non se ne possono produrre più: la festa è finita amiche, C'E' LA CRISI, non lo sapete?!?

A noi ragazze ambiziose cresiute col mito della donna manager in carriera non resta che l'ambitissimo ruolo della stagista sfigata...NON è PROPRIO QUELLO CHE MI ASPETTAVO! Ma questa è un'altra storia...alla prossima puntata!

Nessun commento:

Posta un commento