Mi presento

Maledetta La Moda è un'espressione usata da mia madre quando ti vesti in modo stupidamente inadeguato (es. con i sandali a febbraio o con la pelliccia ad agosto) per amore del fashion. Ho traslato questa espressione su un altro piano per descrivere la situazione in cui mi trovo: stagista a Milano intrattengo una relazione di odio e amore con il mondo della moda mentre cerco di realizzare il mio sogno e diventare bellariccaestronza.

lunedì 17 maggio 2010

Paese che vai usanze che (ri)trovi

Nonostante la globalizzazione e tutti i suoi corollari, gli scenari apocalittici predetti dalle moderne sibille non si sono avverati del tutto ed è ancora possibile sfoggiare l'antico detto: "Paese che vai, usanza che trovi".
Se è vero che la stessa maglietta di Zara posso potenzialmente comprarla a Timbuctu come a NY, è altrettanto vero che riusciamo ancora a stupirci delle differenze culturali sopravvissute al rullo compressore dell'omologazione.
Il confronto con culture e Paesi diversi ci permette ancora di vivere quelle esperienze imbarazzanti, ma nello stesso tempo divertenti, della serie "lost in translation" in cui tutti loro malgrado si sono trovati, ma che poi automaticamente vengono inserite nella lista "aneddoti da raccontare durante una cena tra amici".

Recentemente sono stata in Messico e sono rimasta alquanto perplessa leggendo sull'insegna di un locale che il mercoledì offrivano "botanas gratis" per poi scoprire che di altro non si trattava se non di stuzzichini (quelli che a Bari e dintorni si chiamerebbero "intrattieni").

Ma anche nel mare dei "falsos amigos" ho trovato una boa sicura a cui potermi aggrappare: la comunicazione e le sorti degli sventurati che decidono di intraprendere questa carriera.
Parlando con un ragazzo che si lamentava della sua attuale situazione lavorativa, infatti, ho scoperto che anche lui aveva saggiamente deciso di laurearsi in questo meraviglioso ambito e in un attimo tutto mi è diventato più chiaro: anche oltrepassando le Colonne d'Ercole navighiamo tutti nello stesso mare (di guai!). Ebbene sì, tutto il mondo è paese e anche in Messico stanno pensando di ribattezzare Scienza de la Comunicaziòn con il più adatto Scienza de la Desocupaziòn.

Qualsiasi sia la lingua, amici cari che condividete con me questo triste destino, sappiate che comunicazione fa sempre rima con disoccupazione!

Nel giorno in cui ho certificato ufficialmente la mia condizione di disoccupata (o meglio inoccupata, come ha tenuto a sottolineare l'impiegato del centro per l'impiego di Milano) almeno mi resta la magra consolazione di sapere che non sono sola!

1 commento:

  1. No non siamo soli... Ma che magra consolazione! :-(

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